Shock Culturale (EN/IT)

This blog is written in both Italian and English. Scroll below for the piece in Italian.
Questo blog è scritto in Italiano e Inglese. Scorri giù per leggere in Italiano (ma per favore, non giudicarmi per gli errori!)

I’ve been in Italy for two months now. Every day I’m learning something new and I always love to be in Italy. I guess I thought maybe the third time around I’d be used to the way things are in this country and the inevitable “oh sh*t phase” would not hit me like a frecciarossa train. The hardest thing I have ever done in my life is leaving everything that I know behind in America and living in a foreign country for a total of eight months. It is not easy. For communication, for the god-awful public transportation, for the lack of customer care & service, and for the things that happen that we wish we could change but can’t. These two months have not been as sparkly-amazing, and awe-inspiring as I felt when I first arrived in Rome nearly two years ago. I recently told my best friend “you know sometimes I am so focused on my work and getting comfortable where I am that I forget the feeling of when you find yourself in a new place and notice all the beauty around you.” I realized this when we were walking around Venice during the most beautiful sunset I have ever seen in my life. The first time I came to Venice, it was the very first weekend trip we had made since arriving in Rome the first time, and because of this we struggled and I think did not appreciate Venice for its natural beauty. This time around I understood why people fall so in love with this city that always seems to be overrun with tourists.

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With that, I feel like each day that I am here I become more and more Italian in terms of lifestyle, fashion, and my knowledge of the language however with each passing day I cannot help but feel more and more American. Something I never feel. I tell people all the time, sure I am from America but I don’t feel American…I feel European. A place where I have found a home in all of the cities I’ve been to, a place where people know how to dress well and treat people with respect. And I guess it is that I have met such genuine people here in Europe that when I go home I feel like I do not meet people like that. (A part from my friends) I go to my lessons and talk to my students and I feel so American. Even when they say things about Americans that are either not true or highly exaggerated. I tell them, I am probably the only American who is not fond of burgers and coca-cola. But then there are some things that happen here that remind me of the things I do at home and it is plain and simple just different.

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I face timed my entire family for Thanksgiving, still not sure if that was a good idea or not because I started to cry immediately. There are some things that just cannot be replaced or redone when you’re living in another country and one of those things is holidays. I feel lucky to be celebrating Christmas with my cousins in Vasto, and that’s the only thing getting me through this holiday season. I’ve thought my entire life what it would be like to have grown up with my Italian cousins and having Christmas together, and now I get to live it.

Apart from the horrendous “oh shit” period I am finding myself in and feeling sad often, there have also been the amazing moments that make me feel so lucky to have this experience. And those moments where you feel like everything is happening for a reason.

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This one day I was pretty upset, AGAIN, I didn’t plan my night well and I found myself walking around Varese on 4 hours of sleep to wait for a bus that does not go to my small town of Davero on a Sunday. I felt miserable. Waiting with me at the bus stop, however, were two people who I later realized were speaking ENGLISH. Whaaat? That NEVER happens here in Varese. I wracked my brain trying to figure out how I could start a conversation with them and my anxiety kept holding me back but finally, I said, you know what? Who cares if they think you’re a weirdo for talking to them, just ask them if they have a phone charger…you need one anyway.

Alas, they did not have a phone charger but what I found out is that they had been living in New York and the guy had just moved back to his hometown. With him was a Russian woman who told me she was looking for friends and that she was starting Italian lessons. It was as if everything in that moment had happened so fast and just as it was supposed to. I’m starting Italian lessons on Tuesday at the ILC School in Varese and I’m beyond excited, they even offered me the chance to teach some English lessons and promote my blog on their page. It was one of those moments where I realized I was meant to be here.

Despite the winter depression starting to sink in as it does most years and making me feel even more awful about the culture shock rollercoaster I have to endure for the next 6 months, I am more than happy to be meeting amazing people every day, and having the ability to change the lives of some of my students in the smallest of ways.

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~~~~~~~~~~~~~~~~~inizia italiano~~~~~~~~~~~~~~~~~

Io sono in Italia da due mesi. Ogni giorno sto imparando qualcosa di più e io amo  sempre essere in Italia. Essendo la terza volta che sono qui in Italia, Pensavo che mi sarei abituata a come vanno le cose qui. Pensavo che magari l’inevitabile “fase di merda” non mi avrebbe colpito come una frecciarossa. La cosa più difficile che ho mai fatto nella mia vita, è che ho lasciato tutto che ciò che so negli Stati Uniti per vivere in una terra straniera per otto mesi in totale. Non è facile. Mai. Non è facile per la comunicazione, per i trasporti pubblici terribili, per la mancanza di cura versi i clienti, e per le cose che spero di aver cambiato ma non è più possibile. Questi due mesi non sono stati facili. Non sono stati come i primi, quando sono arrivata a Roma per la prima volta quasi due anni fa. Recentemente ho detto alla mia migliore amica “sai che qualche volta sono assolutamente fissata con il mio lavoro e essendo abituata, mi dimentico come ci si sente quando ti trovi in un nuovo paese. Quando realizzi tutta la bellezza intorno a te.” L’ho realizzata quando camminavo intorno Venezia durante il tramonto più bello nel mondo. La prima volta che sono venuta a Venezia era la primissima vacanza del weekend che io e le mie amiche abbiamo fatto da quando siamo arrivate. Per questa vacanza, ci siamo sforzate e penso che non abbiamo apprezzato Venezia per la sua bellezza naturale. Questa volta, ho capito la ragione perché le gente si innamora di una città che mi pare sempre pieno di turisti.

Sento che ogni giorno che sono qui diverto sempre più “Italiana” nel senso che, il mio modo di vita, la mia moda, e la mia conoscenza della lingua italiana stanno diventando “Italiani.” Allo stesso tempo, ogni giorno che passa mi sento comunque sempre così Americana e questa è una cosa che non sento mai. Infatti, dico sempre che, ok io vengo dall’America ma non sento Americana, sento più Europea. Europa è un continente dove ho trovato una casa in tutte le città che sono stata, un posto dove le gente sa come vestirsi bene e rispetta le altre persone. Suppongo che ho conosciuto persone più autentiche qui in Europa. Quando torno in America mi sento di non incontro mai persone così (a parte dei miei amici). Vado alle mie lezioni e parlo con gli studenti e ogni giorno mi sento più Americana. Anche se quando dicono le opinioni degli americani che non sono vere oppure…veramente esagerate. Gli dicevo, io sono probabilmente l’unica americana a cui non piacciono gli hamburger e non piace la coca-cola. Invece, ci sono alcune cose che succede qui che mi ricordano delle cose che faccio a casa…ma è veramente e semplicemente diverso.

Ho fatto un FaceTime con tutta la mia famiglia per il giorno di Ringraziamento di America. Io non sono ancora tanto convinta se è stata una buona idea oppure no. Mi venivano le lacrime immediatamente. Ci sono alcune cose che non possono mai essere sostituite quando stai abitando in un’altra nazione e una di quelle cose sono le feste. Mi sento fortunata per festeggiare Natale con i miei cugini a Vasto, l’unica cosa che mi rende capace di festeggiare questa stagione delle feste da sola. Penso sempre come sarebbe stato crescere con i miei cugini italiani e festeggiare Natale insieme. Adesso, riesco a viverlo questo sogno.

A parte della “fase di merda” terribile, mi sento spesso triste. Solo perché’ mi manca la mia famiglia e mi mancano i miei amici. Ci sono stati anche i momenti fantastici che mi fanno sentire fortunata per questa esperienza. E anche i momenti in cui ti senti che tutto succede per una ragione.

C’era un giorno che mi sentivo un po’ triste e un po’ arrabbiata, ANCORA, non ho organizzato bene e mi trovo camminando intorno Varese con solo 4 ore di sonno per aspettare un autobus che non arriva a Daverio di Domenica. Io abito a Daverio, è sempre un casino per i trasporti pubblici ed io mi sentivo abbattuta. Comunque, ho realizzato che alla fermata c’era una coppia  che stava parlando in INGLESE. Cosa!? Non succede mai qui a Varese! Ho pensato troppo a qualcosa che avrei potuto dire e la mia ansia mi ha fermato. Alla fine, dicevo, ok…chi se ne frega! Gli chiedo se hanno un caricatore del telefono, mi serve comunque…

Allora, non avevano un caricatore del telefono comunque dopo parlando un po’ ho scoperto che avevano vissuto a New York City. L’uomo è tornato nella sua città natale. Con lui c’era una donna Russa che mi ha detto che cerca amici e sta cominciando lezioni d’italiano! Credo che tutto in quel momento accadeva per una ragione. Sto cominciando le lezioni d’italiano il Martedì alla scuola ILC a Varese. Sono emozionata. Mi hanno offerto anche l’opportunità per insegnare qualche lezione in Inglese e per promuovere il mio blog sul loro Facebook. Era uno dei quei momenti dove ho realizzato che dovevo essere lì.

Nonostante la depressione invernale che arriva quasi ogni anno e mi sta facendo sentire peggio per lo shock culturale, devo resistere per i prossimi 6 mesi, io sono felice di conoscere persone fantastiche ogni giorno, e per l’abilità di cambiare le vite degli studenti nei modi piccolissimi.

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